Style Things dicembre Usa Boston Baltimora

STYLE THINGS DI DICEMBRE – SPECIALE USA: LE MIE COSE PREFERITE TRA BOSTON E BALTIMORA

Ultime Style Things del 2019, vediamo le mie cose preferite di dicembre e in particolare quelle che riguardano il mio viaggio in Usa.

Il mese di dicembre è stato caratterizzato per la prima metà da un viaggio negli Stati Uniti, tra la mia amata Boston (in Massachusetts) e Baltimora (nel Maryland), e il mio tentativo di riprendermi dal jet lag al ritorno e di tornare a vivere al fuso orario italiano, cosa che tutt’ora non sono riuscita a fare del tutto anche perché ho avuto molto lavoro e spesso sono stata al computer fino alle 2-3 di notte.

Ma oggi non vi parlo di melatonina, meditazione e di tutte le altre tecniche per dormire che con me hanno fallito su tutta la linea. Parliamo di Style Things, quindi delle mie cose preferite (e in genere anche di una bella porzione di fatti miei) del mese, con un focus su questo viaggio.

Quindi iniziamo con le numerose categorie di Style Things di dicembre – Speciale Usa.

Attività

Se è vero che questo viaggio è stato di piacere e non di lavoro perché ci sono andata per motivi personali e non per cose legate al lavoro, posso dirvi che una parte del tempo l’ho trascorsa al computer lavorando. Diciamo che dicembre non è esattamente il momento migliore per me per staccare due settimane e andarmene in vacanza, avevo e ho tuttora mille cose da fare e da concludere prima della fine dell’anno quindi non potevo semplicemente staccare il cervello e godermi il luogo in cui mi trovavo.

Ho dovuto conciliare le due cose. Le mie giornate erano organizzate in questo modo: la mattina mi svegliavo presto, tra le 6 e le 7 (i primi 2 giorni a causa del jet leg mi alzavo alle 5), facevo colazione e poi uscivo fin verso alle 16.30, quando diventava buio e freddo. A quel punto il resto del pomeriggio e spesso anche la serata lavoravo a testa bassa al computer.

A Boston ero ospite nell’appartamento di un amico nel quartiere di Beacon Hill ma non avevo la wifi a disposizione perché si era da poco trasferito lì e non aveva ancora provveduto; quindi una volta tornata a casa dai miei giri in città preparavo il mio zaino con tutto l’occorrente e andavo nello Starbucks in fondo alla via fino all’ora di cena.

A Baltimora ero in hotel e avevo tutta la wifi del mondo a mia disposizione. Ho lavorato un’intera giornata (di pioggia) fino a notte dal mio comodo mega letto king size e per il resto del tempo ho trascorso i pomeriggi nella Lounge dell’hotel al 15° piano lavorando con vista su Inner Harbor. La mattina e metà del pomeriggio li ho comunque trascorsi a esplorare la città. Ma ve ne parlo più sotto, nel paragrafo “Viaggi”.

Quando ero in giro per le città ho camminato tantissimo, ho preso a volte la metropolitana e in qualche occasione Uber (non particolarmente costoso, utile, comodo e pratico), ho scoperto vicoletti, fotografato scorci magnifici, ho esplorato Boston con la neve ma anche con sole e freddo che nei miei precedenti viaggi estivi lì non avevo sperimentato, ho visto le decorazioni sulle porte delle case passare da quelle autunnali a quelle natalizie, ho curiosato oltre le finestre senza tende per scorgere abeti illuminati da mille lucine e candele accese sul davanzale interno delle “double hung window”.

Musica

Essere negli Stati Uniti a dicembre significa essere travolti dallo spirito natalizio ma in maniera diversa da quello che viviamo in Italia; somiglia molto a ciò che si vede nei film e nelle serie tv. Dico sul serio.

Uno di questi aspetti, ma non l’unico, è legato alla musica. Ovunque sono diffuse canzoni natalizie tutto il tempo, da negozi e grandi magazzini a ogni singolo Starbucks; poi ci sono i musicisti di strada, le parate, le bande e i cori, i quartetti di ottoni in tour per i café di Beacon Hill. Un’atmosfera magica che non si ferma a lucine e addobbi quasi sempre sobri, meravigliosi e curatissimi (niente Babbo Natale appeso al balcone, per intenderci!).

Tutto il tempo ho avuto in testa canzoni che mi ricordano “Mamma ho perso l’aereo”, uno dei film di Natale per l’eccellenza per me, ma anche altre più o meno tradizionali, originali o cover ma ben lontane dalle solite interpretazioni di classici fatte da Mariah Carey o Michael Bubblé. Vi segnalo qualche titolo che ho sentito in continuazione, da inserire in playlist per questi giorni di festa:

Su Spotify ho anche condiviso la mia playlist completa a tema Xmas Holiday.

Cose buone

Il mio cibo preferito in assoluto di questo viaggio in Usa è una cosa molto poco tradizionale americana e nonostante io abbia sempre mangiato bene in ristoranti, a casa d’altri e ordinando d’asporto, questa è stata la cosa più in linea con il mio stile di vita attuale. Come sapete se seguite da un po’ StyleNotes, ho iniziato a curare l’alimentazione, a preoccuparmi di più di quel che mangio, ad allenarmi regolarmente e a fondare la mia alimentazione in larga parte su ingredienti vegetali.

Non sono diventata (ancora) vegetariana ma non lo escludo per il futuro; diciamo che non ho programmato di diventarlo ma farò quello che mi sento giorno dopo giorno come ho fatto partendo da come mangiavo un anno fa per arrivare a questo momento.

Se viaggiate molto negli Stati Uniti o siete informati sulle novità e le startup locali lo conoscete ma io ho scoperto Sweetgreen. Si tratta di una catena di ormai quasi 100 salad bar, nati nel 2007 da tre studenti universitari di Washington. Grazie all’ottima intuizione di dare cibo buono con ingredienti sani e provenienti da produttori locali, oltre a investimenti esterni, oggi è presente nelle principali città americane, soprattutto negli Stati dell’est ma ha qualche indirizzo anche in California e Texas.

Ci sono tanti ingredienti a disposizione, molti fissi e altri stagionali, da mixare a piacere oppure scegliendo una delle insalate proposte ma comunque assemblate al momento. Si tratta di un’opzione ideale per vegetariani e vegani ma, volendo, ci sono anche pollo, formaggio e uova. La mia combinazione preferita di ingredienti è: riso selvatico, quinoa, ceci piccanti, patate dolci, feta, falafel, edamame, il tutto condito con vinaigrette all’aceto balsamico.

Style Things dicembre Usa Boston Baltimora

Posti belli

Il mio luogo preferito di questo viaggio è senza dubbio il quartiere di Beacon Hill. Un po’ perché ho vissuto lì e ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo a tutte le ore; si, dico “vissuto” perché alloggiando in una casa privata e non in hotel ho potuto fare la spesa da Whole Foods per la colazione, cenare sul divano con del cibo d’asporto (avete presente le bowl Sweetgreen di cui vi ho appena parlato?) o sul bancone della cucina con della buona pizza sottile e croccante made in Usa.

Poi sicuramente è facile innamorarsi di quella zona, con le sue case in mattoni, con le bay window, le porte decorate, i negozietti deliziosi e poi l’Esplanade sul fiume Charles che è lì a pochi passi e che rappresenta probabilmente il mio luogo preferito finora in tutta Boston.

Cose belle

La cosa più bella di queste due settimane in Usa, quella che è valsa l’intero viaggio, è stata il Thanksgiving trascorso con una famiglia americana nella loro bella casa fuori Boston, insieme ai loro amici e parenti. È stata un’esperienza incredibile e che auguro a tutti ma dato che non basterebbero poche righe per descriverla vi rimando al post che ho dedicato proprio a questo e che è uscito pochi giorni fa.

L’altra cosa altrettanto bella è stato essere in Usa nel periodo che precede il Natale; il clima di festa era nell’aria e nelle parole delle persone che si facevano gli auguri già il 10 dicembre. Perché dovete sapere che subito dopo il Thanksgiving e il Black Friday, tra fine novembre e i primissimi giorni di dicembre si passa dalle ghirlande autunnali fatte di pannocchie di granturco, pigne e foglie secche e dalle zucche grandi e piccole sistemate sui gradini davanti alla porta di casa a decorazioni fatte con rami di abete e un grande fiocco rosso. A Beacon Hill questa cosa è particolarmente evidente, si tratta di un quartiere particolarmente curato e le decorazioni ci sono tutto l’anno ma cambiano con le stagioni e il clima.

Su Facebook ho condiviso una serie di scatti fatti proprio alle decorazioni autunnali a Boston.

Altra cosa bellissima per me è andare per librerie. Di quella a Baltimora vi parlo subito qui sotto in “Viaggi”, mentre a Boston tappa fissa è Barnes & Noble sia per libri che per riviste. Ho dedicato due buone ore anche alla libreria del MIT a Cambridge, al di là del fiume Charles.

Ultima ma non in ordine di importanza la gita a Newton, cittadina fuori Boston particolarmente graziosa e tranquilla, con le sue grandi case, i giardini senza recinti o steccati, il portico che quando fa buio resta illuminato e le auto nei vialetti.

Viaggi

Durante il mio periodo in Usa a Boston ho fatto un breve viaggio a Baltimora, nel Maryland. Si è trattato di un paio di giorni al netto del viaggio ma ho avuto modo di esplorare in solitaria e in gran parte a piedi una città che mi era stata presentata come davvero poco sicura. Certamente non sono arrivata nelle zone più difficili ma andata ben oltre la zona dell’hotel (Inner Harbor), ho camminato verso nord per raggiungere la Johns Hopkins University e fare un giro nel campus.

Per arrivare lì ho attraversato Downtown con i suoi grattacieli e i senzatetto seduti agli incroci per scaldarsi nei pressi dei tombini che lasciavano fuoriuscire il vapore del teleriscaldamento (avete presente i suggestivi sbuffi di fumo che si vedono nei film americani?). Sono arrivata a Mt Vernon e alla splendida George Peabody Library, al Charles Village e mi sono imbucata tra vicoli di una zona non esattamente altolocata e raccomandabile fino a raggiungere Graffiti Alley.

Poi mi sono dedicata a esplorare Federal Hill partendo dalla vista su Inner Harbor, con le sue case da “Baltimora bene” e ho trascorso un’ora all’interno di una libreria indipendente labirintica e stipatissima di libri ingialliti in ogni genere e lingua.

Della mia esperienza a Baltimora vi parlerò con il nuovo anno in un post dedicato.

Acquisti

Chiudiamo le Style Things di dicembre con i miei acquisti in Usa. A parte qualche pensierino per Natale al parentado, ho fatto compere anche per me. Da Apple mi sono regalata il nuovo telefono perché il mio non ne poteva più davvero, chiedeva pietà ogni giorno e oltretutto dovendoci lavorare quotidianamente avevo bisogno di uno strumento all’altezza. Essendo passata da iPhone 6 (64 Gb) a iPhone 11 Pro (256 Gb) potete immaginare l’avanzamento tecnologico che ho vissuto, soprattutto in termini di qualità delle foto, velocità e spazio per archiviare.

Ho anche comprato un nuovo piumino. Resto capogruppo del “team cappotto nero” ma quando il freddo è intenso e c’è vento (come in New England in inverno) oppure piove, la cosa migliore resta il piumino. Il mio di Max&Co ha fatto il suo tempo, anche se lo terrò per occasioni quotidiane come andare in palestra in bici quando ho troppo freddo per indossare solo la ceratina. Ho scelto uno splendido modello super minimal di Uniqlo, marchio giapponese che ha aperto un negozio anche a Milano (ma in Usa costava molto meno!); di media lunghezza, con cappuccio, elastico nascosto ai polsi, tasche foderate in caldo micro-pile, tasche laterali con zip e tasca interna sul petto, oltre alla finitura opaca del tessuto tecnico (pare) waterproof e resistente al vento.

Per il resto, sono tornata in Italia con l’ultimo numero Flow e Frankie (magazine di nicchia e creativi meravigliosi) e un paio di strofinacci di quelli da mettere in bella mostra (non da usare, con quel che costano!) in cucina presi da Crate&Barrel (il negozio dove arredano casa le sciure di Boston).

Style Things dicembre Usa Boston Baltimora

Qui trovate tutte le Style Things dei mesi scorsi, una serie di cose preferite o in wishlist che restano sempre valide e che per voi possono essere uno spunto interessante per scoprire qualcosa di nuovo, oltre a racconti di vita quotidiana.


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Chi sono
Erica Ventura, fondatrice di StyleNotes.it, web writer, editor e blogger Amo il bello e provo a circondarmene in ogni aspetto della mia vita. Credo fermamente nell’utilità delle liste e che il mix vincente in ogni cosa sia composto da semplicità, equilibrio e un piccolo dettaglio a contrasto. La mia casa, il mio guardaroba e quel che metto nel piatto ne sono la conferma.

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