Bullet Journal cosa agenda planner

BULLET JOURNAL: COS’È, COME SI USA, COME IMPARARE E DOVE APPROFONDIRE

Questo post non vi svela nessun segreto incredibile né vi racconta che il bullet journal mi ha cambiato la vita. Sto iniziando ora a muovere i primi passi e raccolgo qui le cose che ho scoperto e i miei dubbi su questo strumento.

Del Bullet Journal sento parlare da anni ma non mi sono interessata sul serio fino qualche mese fa, quando ho iniziato a guardare alcuni video su Youtube che trattano questo argomento. Tra voi sicuramente ci sono molte appassionate di questo strumento mentre altre magari non l’hanno neanche sentito nominare prima d’ora.

Premetto che non sono un’esperta in materia, questo post è rivolto a chi come me è all’inizio o vuole provare a utilizzare un Bullet Journal o semplicemente ne è incuriosita e vorrebbe saperne di più.

Ho letto post e interi siti web dedicati, ho guardato video, trovato libri. E ho raccolto tutto il materiale più interessante in questo post. Ma ci sarà occasione in futuro per approfondire; vi racconterò come lo uso e come mi trovo e vi parlerò degli strumenti consigliati (nulla di complicato, ma è materia per le appassionate di stationery). Ora facciamo un attimo chiarezza con una breve introduzione.

Alla scoperta del Bullet Journal

Vi siete mai trovate indecise nella scelta tra un’agenda con layout settimanale verticale o orizzontale, oppure giornaliero con il riepilogo mensile? Vi siete mai innamorate di un modello che sarebbe davvero perfetto per voi se non fosse per il fatto che ha gli anelli invece della rilegatura a libro?

Insomma, avete mai davvero trovato l’agenda della vita, quella che vi soddisfa in tutto e per tutto, che sia funzionale, pratica, comoda, leggera, abbastanza piccola da stare in borsa ma con abbastanza spazio per i vostri appunti, che sia anche esteticamente gradevole, non troppo costosa e magari non distribuita soltanto in Australia? Io mai, ogni anno ho solo cercato il miglior compromesso possibile.

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Bullet Journal: cos’è e come si usa

Il Bullet Journal è un sistema flessibile e personalizzabile, assimilabile a una sorta di agenda “fai da te”, per organizzare impegni, appuntamenti, cose da fare e liste di ogni genere in modo da essere più efficienti; è stato ideato da Ryder Carroll, un digital product designer di New York e Vogue lo ha definito come il metodo KonMari applicato ai pensieri.

Da bambino aveva un disturbo da deficit dell’attenzione e il suo problema era riuscire a concentrarsi su una cosa alla volta. Il metodo che ha messo a punto per risolvere il suo problema è poi stato sviluppato e nel tempo è diventato il metodo Bullet Journal.

Il punto centrale di questo metodo è la possibilità di crearlo secondo le proprie esigenze, per pianificare ogni cosa sia nel lavoro che nella vita privata. Sempre più persone adottano il Bullet Journal e la ragione del suo successo sta proprio qui.

Ma prima di partire in quarta con disegni, decori e ogni genere di personalizzazione è bene conoscere le basi di questo metodo per poi andare ad adattarle a ogni necessità.

Molto in sintesi, utilizzarlo significa prendere un quaderno e registrare ogni cosa che dobbiamo fare:

  • le azioni e i compiti da svolgere si associano a un puntino;
  • gli eventi e gli impegni di varia natura a un piccolo cerchio;
  • le note (idee, pensieri e tutto ciò che non richiede un’azione specifica) a una linea orizzontale;
  • le cose urgenti a un asterisco;
  • le azioni svolte a una barra o una “V”;
  • le azioni cancellate a una “X”;
  • le azioni migrate al simbolo “>”.

Questo è il metodo “ufficiale” ma nulla vi vieta di utilizzare simboli differenti, vi basta creare una legenda nella prima pagina. Oltre all’indice, magari subito dopo la legenda, dove riassumere tutte le sezioni presenti e il numero della pagina relativo (di questo parliamo meglio nel paragrafo dedicato agli strumenti).

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Le sezioni del Bullet Journal

Questi simboli servono per identificare a colpo d’occhio la tipologia di voci inserite nella pianificazione giornaliera, settimanale e mensile del vostro Bullet Journal. Si parla di “future log” per il promemoria generale dei mesi successivi che serve per annotare cose già definite (questo perché non avendo un’agenda già strutturata, se è gennaio non avete le pagine di febbraio per inserire gli appuntamenti di quel mese. Un primo limite del sistema). Si dispone su quattro facciate con tre mesi per ognuna, in modo da avere un minimo di spazio per scrivere.

Layout giornaliero, settimanale e mensile

Poi c’è il “monthly log” che occupa una pagina con una facciata dedicata alla vista generale del mese e una riga al giorno per segnare cose già pianificate e l’altra facciata alla to do list di quel mese. Stessa cosa vale per il “weekly log”, organizzato sempre su una pagina ma riferendosi a solo sette giorni ha a disposizione più spazio per ciascuno. Infine “daily log” per pianificare e tracciare le attività di ogni giorno.

Ogni volta che finisce un mese si fa la revisione; si inizia quello nuovo con il “monthly log” relativo, si riportano lì i nuovi impegni già definiti e si riprogrammano le azioni che non siamo riusciti a svolgere il mese precedente. Spostare e riallocare le attività non realizzate in un nuovo mese si chiama “migrazione”; graficamente, in corrispondenza del compito da migrare, trasformate il puntino “•” nel simbolo maggiore “>”, poi scrivete nuovamente il task nel giorno successivo o nel successivo “monthly log”.

Collezioni, liste e habit tracker

E possibile anche creare una varietà pressoché infinita di pagine dedicate, che vanno ad arricchire e a rendere davvero personale il nostro quaderno. Ci sono le collezioni, o liste, con film da vedere e già visti nel corso dell’anno, libri, regali, viaggi, concerti, mostre, spettacoli a teatro, insomma liste di ogni genere.

Poi le pagine di tracking di abitudini, attività specifiche e ripetitive per le quali dobbiamo semplicemente colorare una casella in corrispondenza del giorno nel quale le eseguiamo, come ad esempio piccoli obiettivi o buoni propositi che possono essere relativi ad esempio al fare più sport o dormire almeno otto ore a notte.

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Bullet Journal: strumenti per iniziare

Per iniziare a sperimentare con questo metodo non servono strumenti particolari né un momento preciso. Se volete provare, fatelo ora! Vi consiglio di fare qualche prova su un foglio per vedere se la tecnica e il fatto di dover in fin dei conti disegnare a mano la vostra agenda vi attrae o se invece vi innervosisce perché vi sembra una perdita di tempo.

Se capite che il Bullet Journal fa per voi, a quel punto vi serve un quaderno. Dovendo disegnare delle linee sono meglio i quadretti delle righe, anche se l’ideale è un quaderno con la carta puntinata. Questo perché i puntini vi forniscono una guida quando dovete tracciare linee e creare riquadri ma allo stesso tempo non risultano invadenti e vi permettono di disegnare o creare scritte motivazionali a piena pagina senza essere troppo visibili.

Da quel che ho capito la classica scelta è il Leuchtturm 1917, che ha già l’indice prestampato e le pagine numerate, altrimenti ci sono i quaderni Moleskine con la copertina rigida e la chiusura con l’elastico. Il formato più comune è A5. La differenza la fanno questi dettagli e la qualità della carta; se amate la versione molto decorata e colorata, sappiate che avrete bisogno di una carta più sostenuta, altrimenti i colori dei pennarelli saranno visibili dall’altro lato del foglio. 

Per scrivere vi basta una penna nera o blu con la punta sottile e magari un righello. In aggiunta potrebbero tornarvi utili alcuni pennarelli colorati per evidenziare in maniera differente le azioni nel future log a seconda degli ambiti. Per chi si sente artista, acquistate le brush pen per iniziare a fare un minimo di decorazione o lettering.

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Bullet Journal: come lo userò

È qualcosa che mi affascina ma allo stesso tempo lascia dei dubbi. Credo sia sicuramente un metodo valido ma che vada preso un po’ con le pinze e non abbracciato al 100% solo perché lo abbiamo visto fare a una youtuber, magari creando tutte le pagine delle liste o habit tracker possibili e immaginabili.

Personalmente, ad esempio, non ho bisogno della parte dedicata alle attività quotidiane perché mi trovo bene con il mio file strutturato su Excell con il timing a fasce di mezzora e lì allocare gli impegni, evidenziarli con colore diverso, scrivere in grassetto quelli da compiere e in carattere piano quelli smarcati, riposizionare le azioni mancanti al giorno successivo è davvero facile e veloce. Non c’è paragone.

Quello che mi attira sono le liste, cosa che io amo e di cui vi ho parlato anche in questo post. E poi le pagine habit tracker che mi consentono di avere una visione d’insieme ogni mese sui “buoni propositi” e gli obiettivi che mi sono prefissata: ad esempio allenarmi di frequente, bere più acqua, tornare a trovare più tempo per occuparmi delle mie piante, leggere più spesso (leggo quotidianamente tantissimi blog italiani ma soprattutto stranieri, però qui io mi riferisco ai libri). Altre cose che mi attirano sono la mood tracker e le bucket list stagionali.

Infine penso di creare la sezione dedicata al menù settimanale. Da quando ho cambiato alimentazione e ho iniziato ad allenarmi con l’obiettivo di passare a uno stile di vita più sano e tornare in forma (ne ho parlato in questo post) ho bisogno di programmare i pasti con un certo anticipo.

Faccio un piano su 2 settimane e da quello tiro fuori la lista della spesa. Ho un elenco di piatti che vado a inserire nei vari pranzi o cene in base al giorno della settimana, se vado in palestra o meno e quanto tempo ho a disposizione per stare ai fornelli. Mi tornerà utile in particolare avere una pagina dove aggiungere di volta in volta nuovi piatti e ricette che metterò a punto per le mie esigenze alimentari attuali.

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I miei dubbi

Il fatto di poterlo creare secondo le proprie esigenze è il vero punto chiave di questo metodo, ma forse anche il suo limite. Non ci sono pagine pre-compilate come nella agende e nei planner tradizionali e questo significa che giorno per giorno bisogna letteralmente creare la grafica, anche se non sono indispensabili particolari disegni ma possiamo mantenerci sul minimal se non siamo abili illustratrici o non abbiamo molto tempo.

Ecco, sicuramente il Bullet Journal non è il metodo adatto a chi non ha tempo. Ok, nessuno ha tanto tempo libero per una ragione o un’altra. Ma intendo dire che non è il metodo giusto per chi è davvero oberato di impegni quotidiani, magari ha un lavoro impegnativo per tante ore al giorno e deve destreggiarsi tra quello, la casa e la famiglia; stesso discorso vale per chi preferisce gli strumenti digitali, con i quali è possibile inserire un appuntamento preso via mail direttamente nel calendario dello smartphone, del computer e di ogni dispositivo collegato semplicemente con un click.

Insomma, se dovete passare più tempo a progettare il vostro Bullet Journal, a inserire gli impegni, trascrivere al giorno successivo quelli non completati, fare i decori, andare a registrare ogni bicchiere d’acqua bevuto, ogni ora di sport, ogni porzione di verdura mangiata piuttosto che a svolgere le azioni e a vivere la vostra vita, allora non è la cosa giusta per voi.

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Come imparare e dove approfondire

Siti per imparare

Libri per approfondire

  • Ryder Carroll, “Il metodo Bullet Journal” – una guida scritta da chi lo ha inventato (qui in italiano);

Link vari

  • Talk al TEDx Yale di Ryder Carrol, l’ideatore del sistema Bullet Journal. Parla dell’utilità di tenere un journal per essere più produttivi e per fare “mind decluttering”;
  • L’app ufficiale del metodo Bullet Journal.
Chi sono
Erica Ventura, fondatrice di StyleNotes.it, web writer, editor e blogger Amo il bello e provo a circondarmene in ogni aspetto della mia vita. Credo fermamente nell’utilità delle liste e che il mix vincente in ogni cosa sia composto da semplicità, equilibrio e un piccolo dettaglio a contrasto. La mia casa, il mio guardaroba e quel che metto nel piatto ne sono la conferma.

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