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DAGLI STATI UNITI ALLA LUNA – I LUOGHI LEGATI ALLO SPAZIO A 50 ANNI DALL’APOLLO 11

Vi porto con me sulla Luna in un viaggio virtuale tra passato, presente e futuro attraverso le esplorazioni dello Spazio, i luoghi simbolo della Nasa negli Stati Uniti e ispirazioni musicali, cinematografiche e letterarie.

In occasione della BIT 2019 (Borsa Internazionale del Turismo a Milano), VisitUsa Italia (Associazione di promozione del turismo italiano in Usa) ha organizzato una conferenza stampa e un successivo approfondimento dal titolo “Dagli States alla Luna” per celebrare i cinquant’anni dall’allunaggio dell’Apollo 11. Quella che è culminata nella passeggiata sul suolo lunare di Neil Armstrong il 20 luglio 1969 è probabilmente la missione spaziale che più ha coinvolto l’umanità.

In quella sala della sede fieristica milanese del Portello, durante due momenti e per un totale di circa quattro ore, si è parlato dei luoghi simbolo in terra statunitense legati alle esplorazioni spaziali, delle sedi NASA e dei musei ma anche della storia delle missioni spaziali con curiosità e aspetti più tecnici, degli attuali progetti e delle prospettive future, di riferimenti letterari, musicali e cinematografici ispirati dalla Luna.

Forse non ve l’ho mai raccontato ma l’argomento delle esplorazioni spaziali mi ha sempre appassionata pur non essendo un’esperta; la mia laurea umanistica e il mindset che ne deriva non mi facilitano la comprensione dei dettagli della Fisica e dell’Astronomia ma questo limite non mi ha mai impedito di restare affascinata dal cielo e dalle stelle in senso più scientifico e meno romantico.

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Della mia passione per gli Stati Uniti invece credo vi siate fatti un’idea ormai, fosse anche solo per il fatto che negli ultimi due anni ho trascorso quasi un mese a Boston in due diversi viaggi e che non perdo mai occasione per tornare là. Questo può farvi immaginare l’emozione che ho provato quando ho saputo di questo appuntamento imperdibile.

Sono state le quattro ore più interessanti dopo tanto tempo e pur non avendo partecipato a ogni singolo evento alla BIT posso dire con certezza che non può esserci stato nulla meglio di questo. A partire dai relatori presenti: Luca Urbani ex astronauta, Davide Grandi astrofisico e Letizia Davoli astronomia e giornalista.

Iniziamo con le location che narrano la storia dei viaggi spaziali e i centri NASA, uscendo dai soliti itinerari dei viaggi in Usa. Se come me amate particolarmente l’argomento, più sotto vi riporto anche gli interventi più storici e tecnici, dal primo uomo nello spazio a Elon Musk. In fondo al post invece trovate una serie di libri, film e brani musicali a tema dai quali lasciarvi ispirare.

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I luoghi legati allo Spazio negli Stati Uniti

Kennedy Space Center – Cape Canaveral, Florida

È la principale base di partenza per missioni che hanno coinvolto esseri umani. Da qui sono partite le missioni Apollo, compresa quella che portò Neil Armstrong sulla Luna nel 1969. Da qui è partito anche il Falcon Heavy di SpaceX nel febbraio 2018. All’interno è possibile vedere lo Shuttle Atlantis mentre nel Rocket Garden sono esposti i razzi utilizzati nei programmi Mercury, Gemini e Apollo. C’è anche una Hall of Fame che celebra gli eroi dello spazio.

Space & Rocket Center – Huntsville, Alabama

Lo Space & Rocket Center è la parte accessibile al pubblico del Marshall Space Flight Center, il centro NASA nel quale sono stati sviluppati i razzi che hanno portato in orbita le missioni spaziali e dove è stato disegnato, assemblato e testato il Saturn V, il più potente veicolo di lancio della storia, usato per le missioni Apollo negli anni Sessanta e Settanta.

Contiene modelli in scala 1:1 del modulo lunare Cockpit e il simulatore dello Space Shuttle, due repliche del Saturn V mentre all’ingresso c’è la versione originale.

Al suo interno troviamo lo Space Camp, dove bambini e adolescenti possono vivere un’esperienza incredibile a tema spaziale ed entrare a contatto con il mondo degli astronauti. Si tratta di un luogo speciale per quelli che sognano la Luna e le stelle. Anche Samantha Cristoforetti è stata qui durante le scuole superiori, in occasione di un periodo di studi negli Stati Uniti.

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Lyndon B. Johnson Space Center – Houston, Texas

È la sede NASA che ha comandato tutte le missioni Apollo. Al suo interno l’Apollo Mission Control Center, la sala comandi dell’allunaggio e di tante altre missioni come quella dell’Apollo 13. Poi gli spazi in cui vengono selezionati e preparati gli astronauti per le missioni nello spazio, oltre a un hangar che contiene uno dei tre razzi Saturn V autentici. C’è anche la possibilità di fare un tour per scoprire alcuni aspetti della preparazione e della vita degli astronauti.

McAuliffe – Shepard Discovery Center – Concord, New Hampshire

È un piccolo centro nato dopo il disastro del Challenger del 1986. Si tratta di un museo interattivo dedicato al volo, all’astronomia e all’esplorazione dello spazio ed è intitolato a due astronauti del programma spaziale americano.

Sharon McAuliffe, la prima insegnante nello spazio, selezionata per la missione STS-51 e scomparsa tragicamente nell’esplosione dello Shuttle Chellenger un minuto dopo il decollo nel 1986. Alan Shepard, primo astronauta americano nello spazio nel 1961 con la missione Mercury; tornò nello spazio come comandante nella missione lunare Apollo 14.

Craters of the Moon National Monument & Preserve – Idaho

Oltre ad essere considerata l’area con miglior cielo d’America in termini di inquinamento luminoso e il luogo perfetto per astrofili, la conformazione del suo suolo presenta una corrispondenza geologica con la Luna. Per questo la location è stata utilizzata per esercitazioni e per la formazione degli astronauti alla selezione del materiale roccioso da portare sulla Terra come reperto.

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Altri luoghi “spaziali”

  • John C. Stennis Space Center, Mississippi – è la base di test per i motori dei missili NASA e qui sono stati svolti i primissimi sul Saturn V. Tutti i motori utilizzati per portare gli uomini sulla Luna sono stati testati qui.
  • USS Intrepid Sea Air & Space Museum, New York – è la storica portaerei americana utilizzata anche per il recupero delle missioni spaziali. Oggi è un museo e al suo interno è possibile ammirare l’Enterprise, il primo Space Shuttle della storia, costruito dalla Nasa negli anni Settanta, e l’originale modulo di comando dell’Apollo 11.
  • Smithsonian National Air and Space Museum – Washington DC – è il museo nazionale dedicato al volo e allo spazio dell’Istituto Smithsonian, il più popolare tra i suoi musei. Al centro del parco chiamato The Mall ospita la capsula originale dell’Apollo 11 e prossimamente la tuta di Armstrong, che attualmente è in restauro.
  • Udvan-Hazy Center, Virginia – centro conosciuto anche come The Hangar, accoglie lo Shuttle Discovery e vari velivoli storici dell’aeronautica americana.
  • Meteor Crater Natural Landmark, Arizona – uno dei più grandi crateri da impatto visibili sulla Terra, creato da un meteorite che è precipitato circa 50 mila anni fa. Si trova a 60km a est dell’attuale Flagstaff. Durante il programma Apollo la NASA ha utilizzato questo luogo per l’addestramento degli astronauti.
  • White Sands Missile Range Museum, New Mexico – si tratta di una depressione desertica, oggi sede di una base militare. Qui ci sono tutti i documenti originali degli studi che hanno portato a Saturn V.
  • Ames Research Center – Mountain View, California – centro NASA nella Silicon Valley che ospita la più grande galleria del vento del mondo.
  • Jet Propulsion Laboratory – Pasadena, California – qui si progettano e realizzano sonde spaziale senza equipaggio umano.

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Un viaggio tra le prime esplorazioni spaziali

Breve excursus storico del dott. Luca Urbani

Risale al 1957, per mano dei russi, il lancio del primo oggetto nello spazio; si tratta dello Sputnik1, il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra. Sempre nell’ambito del programma spaziale sovietico, nel 1961 Jurij Gagarin fu il primo essere umano nello spazio; lo stesso anno Alan Shepard fu il primo astronauta americano nello spazio e l’anno successivo John Glenn fu il primo statunitense in orbita intorno alla Terra.

In risposta ai successi russi, durante il discorso al Congresso USA del 1961 il Presidente J. F. Kennedy dichiarò l’intenzione degli Stati Uniti di arrivare sulla Luna:

Credi fortemente che questa nazione dovrebbe impegnarsi a raggiungere l’obiettivo, prima che questo decennio sia terminato, di far sbarcare un uomo sulla Luna e riportarlo indietro sano e salvo sulla Terra. Nessun singolo progetto spaziale in questo periodo sarà più impressionante per l’umanità, o più importante per l’esplorazione a lungo raggio dello spazio; e nessuno sarà così difficile e costoso da realizzare“.

Iniziò così la sfida tra Russia e Stati Uniti per la conquista dello spazio. Nel 1963 i russi stabilirono un nuovo primato con Valentina Tereškova, prima donna nello spazio e negli anni successivi iniziarono l’esplorazione del suolo lunare attraverso sonde spaziali comandate dalla Terra. Ma le missioni lunari che prevedevano la presenza umana furono condotte solo dagli Usa attraverso il programma Apollo, culminate nell’allunaggio del 1969 dell’Apollo 11.

Tristemente noto è l’esito della missione Apollo 1. Il lancio è stato cancellato in seguito a un incendio a terra durante un’esercitazione un mese prima della data prevista, che ha portato alla morte di tutti i membri dell’equipaggio. Fino ad oggi solo dodici astronauti, tutti statunitensi e tutti parte del programma Apollo, hanno camminato sulla superficie della Luna nelle sei missioni che sono arrivate sul nostro satellite.

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Curiosità dallo spazio

Vediamo una serie di curiosità astronomiche riguardanti la Terra e la Luna e le esplorazioni spaziali:

  • la gravità sulla Luna è 1/6 di quella terrestre, per questo la camminata lassù avviene a balzi;
  • il viaggio verso la Luna durò 8 giorni, 3 ore, 18 minuti e 35 secondi;
  • in orbita intorno alla Terra, ad esempio all’interno della Stazione Spaziale Internazionale, gli esseri umani e gli oggetti fluttuano non per assenza di gravità ma per un effetto che la simula, creato dall’equilibrio tra la forza centrifuga del movimento della stazione e la forza di gravità esercitata dalla Terra;
  • fino al dicembre 2018, 560 persone sono state nello spazio, alcuni hanno volato fino a sette volte, dodici sono allunati, altri sono stati fuori dall’orbita terrestre;
  • la prima astronauta donna americana fu Sally Ride, che volò nello spazio nel 1983;
  • il record di permanenza nello spazio per la singola missione è di 437 giorni ad opera di un russo che ha vissuto tra il 1994 e il 1995 a bordo della Mir, una stazione spaziale formata da diversi moduli lanciati separatamente e assemblati nello spazio. Nel 2015 un altro russo ha conseguito il record di 878 giorni di permanenza in orbita;
  • i requisiti di selezione per gli astronauti del programma Mercury (il primo programma statunitense a prevedere equipaggio) erano il titolo di studio di Bachelor (la nostra laurea triennale), essere pilota collaudatore e avere l’abilitazione a pilotare aviogetti (aerei con motore a reazione) ed esperienza minima di 1500 ore di volo, età inferiore a 40 anni, altezza inferiore a 183,5 cm, ottime condizioni fisiche;
  • oggi per essere astronauta non è più indispensabile essere piloti. Attualmente gli astronauti si dividono tra militari e scienziati; i piloti sono quasi sempre militari per via dell’alto numero di ore di volo richieste ma tra gli specialisti sono molto gradite lauree scientifiche come quelle in Fisica, Medicina ecc;
  • Luca Urbani è medico chirurgo ed è stato addestrato tra il 1995 e il 1996 per una missione spaziale con a bordo uno SpaceLab per condurre esperimenti scientifici;
  • la presenza delle donne nelle missioni spaziali è sempre stata nettamente inferiore rispetto a quella maschile ma ci sono state donne che sono arrivate a ricoprire altissimi livelli.

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Luna e Marte: progetti presenti e prospettive future

L’intervento dell’astronoma e giornalista Letizia Davoli era concentrato sugli attuali progetti della NASA e sulle prospettive future in fatto di esplorazioni spaziali.

Luna e Marte sono il focus delle missioni NASA dei prossimi anni. Si parla in particolare di tornare sulla Luna con nuove tecnologie per studiarla come mai è stato fatto e per costruire sul suo suolo una base. La stazione lunare potrebbe essere prodotta utilizzando la stampa 3D. L’approccio sarà all’insegna della collaborazione internazionale, in particolare con l’unione di Usa, Europa, Russia, Canada e Giappone.

Ma l’ambizioso progetto prevede il portare gli esseri umani su Marte passando per la Luna. E si parla già del 2030. L’agenzia spaziale americana ha divulgato un rapporto che spiega come questo preveda tre fasi delle quali la prima è già in atto:

  1. Earth Reliant Exploration – è focalizzata sulla ricerca portata avanti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e comprende la validazione di tecnologie in condizioni di microgravità e il monitoraggio della salute umana in condizioni di lunga permanenza nello Spazio;
  2. Proving Ground – qui gli astronauti opereranno soprattutto nello spazio cislunare (lo spazio intorno alla Luna in direzione della Terra) e la NASA valuterà le tecnologie necessarie alla vita e al lavoro degli esseri umani in un ambiente così lontano;
  3. Mars Ready – comprenderà attività indipendenti dalla Terra, progettate in base all’esperienza acquisita durante le due fasi precedenti, che saranno eseguite nell’orbita di Marte, su uno o più satelliti naturali del pianeta rosso e poi sulla sua superficie.

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Parlando di progetti più vicini in termini di tempo, per il 2020 è previsto l’arrivo su Marte di un rover all’interno della missione ExoMars, con lo scopo di studiare la superficie e di cercare tracce di vita passata o presente, comprendere la geochimica e la geofisica del pianeta e studiare la distribuzione dell’acqua.

La prossima sfida poi riguarda il trasporto di viveri in quanto portare cibo in quantità sufficiente costa troppo; probabilmente si andrà verso lo studio di colture idroponiche in assenza di terreno, che non può essere portato nello spazio per la presenza batterica. L’obiettivo è quello di arrivare a coltivare i vegetali all’interno dei veicoli nello spazio e di ottenere sapori accettabili nonostante l’assenza di luce solare naturale.

Se siete particolarmente interessati vi consiglio di curiosare sul sito NASA, dove trovate tante informazioni, comunicati ufficiali e il calendario di tutti i lanci in programma.

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Persone che stanno rivoluzionando il mondo dello Spazio

In questo momento ci sono alcune realtà che stanno rivoluzionando il mondo delle esplorazioni spaziali. Iniziamo da Richard Branson, imprenditore britannico fondatore del Virgin Group, che ha fondato Virgin Galactica per il turismo spaziale proponendo voli suborbitali a bordo dei velivoli SpaceShipTwo a circa 250 mila euro.

Jeff Bezos di Amazon nel 2000 ha fondato la start-up Blue Origin per i voli spaziali umani; l’idea è di costruire hotel nello spazio e piccole colonie in orbita intorno alla Terra, oltre a un insediamento umano perenne sulla Luna, ma a più breve termine promuove voli di turismo spaziale.

Infine quello che ad oggi è considerato forse il più visionario, Elon Musk, imprenditore celebre per l’auto elettrica di lusso Tesla ma che ha fondato o co-fondato tutta una serie di attività in settori diversi. Si tratta di un privato, diverso da NASA ed ESA (Agenzia Spaziale Europea), che ha dato una nuova spinta alle esplorazioni spaziali come non accadeva dagli anni di JFK.

Qui ci interessa SpaceX, fondata nel 2002 con l’obiettivo di creare le tecnologie per ridurre i costi dell’accesso allo Spazio e permettere la colonizzazione di Marte; progetta e costruisce razzi riutilizzabili (come Falcon 1 e Falcon 9) e veicoli spaziali per il trasporto orbitale di persone e merci.

Nel febbraio 2018 c’è stato il lancio del Falcon Heavy, il razzo più potente del mondo dopo il Saturn V della NASA, con a bordo un manichino sulla Tesla rosso ciliegia appartenente a Musk, con “Space Oddity” di David Bowie alla radio. Probabilmente la più grande mossa pubblicitaria che ci sarà mai nella storia.

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Libri, film e musica ispirati allo Spazio e alla Luna

Se il tema delle esplorazioni spaziali vi appassiona (se siete arrivati a leggere fin qui probabilmente lo siete) ecco una serie di spunti interessanti.

Tra i libri segnalo:

Tra i film:

  • The First Man” di Damien Chazelle, uscito nelle sale nel 2018, che racconta come si è arrivati alla missione dell’Apollo 11 e delinea molto bene le caratteristiche di Neil Armstrong interpretato da Ryan Gosling. Il “mare della tranquillità” dove Armstrong muove i primi passi sul suolo lunare è Vulcan Rock Quarry, a sud di Atlanta (Georgia);
  • Apollo 13” di Ron Howard del 1995, tecnicamente fatto molto bene e vincitore di due premi Oscar;
  • Gravity” di Alfonso Cuarón del 2013, film di fantasia ma tecnicamente fatto molto bene, tanto che ha vinto ben sette premi Oscar;
  • Il diritto di contare” di Theodore Melfi del 2016, ambientato negli anni Sessanta unendo il tema delle esplorazioni spaziali alle discriminazioni razziali e sessiste. Candidato a tre premi Oscar e due Golden Globe;
  • Le Voyage dans la Lune” di Georges Méliès del 1902, capolavoro del cinema muto.

E dato che nessun viaggio, anche virtuale, in Usa può escludere l’aspetto musicale, ecco una selezione:


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[Immagini: Unsplash]

Chi sono
Erica Ventura, fondatrice di StyleNotes.it, web writer, editor e blogger Amo il bello e provo a circondarmene in ogni aspetto della mia vita. Credo fermamente nell’utilità delle liste e che il mix vincente in ogni cosa sia composto da semplicità, equilibrio e un piccolo dettaglio a contrasto. La mia casa, il mio guardaroba e quel che metto nel piatto ne sono la conferma.

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