Vita Creativa Big Magic Elizabeth Gilbert libro

LEZIONI DI VITA CREATIVA – COSA HO IMPARATO DAL LIBRO BIG MAGIC DI ELIZABETH GILBERT

Un libro che ci esorta a vivere una vita creativa alla ricerca dell'ispirazione e a non farci bloccare dalle paure o dai limiti che ci imponiamo, a dedicarci alle nostre passioni con leggerezza e a lasciarci andare.

Questa non è una recensione su Big Magic: vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa di Elizabeth Gilbert, non vi darò la mia opinione perché se dedico spazio a questo libro sul mio blog è scontato che io lo abbia gradito. Quanto mi è piaciuto? Lo scoprirete leggendo queste righe.

Mentre procedevo nella lettura ho preso tanti appunti sui passaggi più interessanti, su alcune frasi specifiche, sui punti chiave che vuole comunicare. Da quegli appunti ho tirato fuori questo post, che non è pensato prettamente per invogliarvi a leggere il libro dato che vi anticipo praticamente tutto il suo contenuto, ma per farvi avvicinare al tema della vita creativa e alle preziose lezioni che la Gilbert ci fornisce in quelle pagine.

Vi consiglio in ogni caso di non perdervelo perché non cito tutti i racconti di vita che lei utilizza per spiegare ogni concetto, ogni idea, tra incontri con scrittori più o meno famosi, riflessioni su personaggi vari (cita anche Bruce Springsteen) e la storia su come sono nati alcuni dei suoi libri più famosi.

Chi è Elizabeth Gilbert?

Lei è la scrittrice di Mangia, Prega, Ama, best seller del 2006 dal quale è stato tratto l’omonimo film di Ryan Murphy con Julia Roberts. Quello è il primo libro che ha avuto grande successo ma prima ce ne sono stati altri e nel 2015 è arrivato Big Magic.

Elizabeth Gilbert è statunitense, figlia di una coppia conservatrice con lavori regolari, che ha sempre avuto fiducia nelle sue capacità e che l’ha cresciuta in un ambiente in cui le persone “fanno cose” e non aspettano che le cose succedano. Come racconta in Big Magic, la madre era una di quelle donne convinte di essere in grado di fare tutto in casa, dal fare il pane ad aggiustare un vecchio pianoforte, il padre era ingegnere ma si dedicava anche alla coltivazione di abeti natalizi e di allevare capre.

Fino al successo di Mangia, Prega, Ama Elizabeth ha svolto altri lavori oltre a dedicarsi alla scrittura e solo a quel punto ha capito di potersi concentrare totalmente sulla sua creatività.

Vita Creativa Big Magic Elizabeth Gilbert libro

Big Magic: cos’è la vita creativa?

Big Magic è un libro sulla creatività e sull’importanza di vivere una vita creativa; non si parla di questa qualità come di qualcosa di innato nell’individuo e per pochi fortunati e la Gilbert non ci esorta a vivere una vita dedicata esclusivamente alla creatività ma ad accoglierla e a valorizzarla.

Indaga a fondo il processo creativo per condividere la sua esperienza e la sua prospettiva sull’argomento, svelando la natura dell’ispirazione e mostrandoci come inseguire i nostri sogni.

“Siamo tutti persone creative. La creatività non è qualcosa di riservato a pochi eletti”

Sperimentare la creatività, ognuno seguendo i propri interessi, fare qualcosa che parli al nostro cuore e che ci faccia sentire vivi, ricercare la meraviglia e vivere in uno stato di ininterrotto stupore, di contentezza ostinata. Questa è la ragione, non la smania del successo o la fama, aspetti noiosi che le persone creative non cercano al contrario di qualcosa di più ricco e consistente.

Cosa serve per vivere una vita creativa? Gli ingredienti essenziali alla creatività sono: coraggio, fiducia nell’incantesimo dell’ispirazione, autorizzarsi, preservare e crederci.

Il coraggio di vivere una vita creativa e di abbandonare le paure

La vita creativa non è sempre facile ma è possibile. Bisogna essere coraggiosi, senza coraggio le nostre vite restano piccole, molto più piccole di quanto desideriamo; dobbiamo avere il coraggio di portare alla luce le proprie passioni, i talenti segreti, le aspirazioni, i propri tesori nascosti. Questo distingue una vita ordinaria da una piena di incanto.

“Siamo tutti depositari di tesori sepolti. La vita creativa è una caccia al tesoro per scoprire questi tesori dentro di noi. I risultati di questa ricerca/caccia al tesoro sono chiamato dalla Gilbert La grande Magia”

La vita creativa non deve necessariamente esserlo a livello professionale, non è indispensabile dedicarle la vita; si tratta però di una vita vissuta sulla spinta della curiosità e non della paura. Può essere qualcosa che facciamo anche solo nel tempo libero e pian piano finiremo per voler dedicare alla nostra passione ogni minuto del tempo a disposizione, per far scivolare la bellezza nella nostra vita e trascorrere quanto più tempo possibile in questo stato di grazia.

“Una vita creativa è una vita amplificata, più grande, più felice e molto più interessante”

Ma è roba per gente coraggiosa. Non dobbiamo temere di non avere talento, delle critiche, dei no, di essere scontati e banali, che qualcuno ci rubi l’idea, di non esser presi sul serio, di sprecare il tempo, di non avere la disciplina necessaria, di non avere abbastanza tempo o la liberà economica da dedicare a esplorare e creare; non dobbiamo temere l’opinione di chi ci conosce, di aver trascurato troppo a lungo la creatività, di essere troppo vecchi.

Se ci poniamo dei limiti saranno sempre con noi. Le paure sono noiose, prive di varietà e profondità, di consistenza e portano a decisioni prevedibili; le paure di una persona sono uguali a quelle di altri, non ci rendono unici e interessanti ma ordinari, sono come un prodotto di massa disponibile ovunque. Non dobbiamo costruire la nostra identità sulle paure.

Poi però ci sono paure necessarie. Coraggioso non è chi non conosce il significato della parola paura (quello è l’impavido) ma chi fa qualcosa che gli fa paura, nonostante la paura. Certe paure servono per ragioni di sopravvivenza, per proteggerci da pericoli reali; ma nel regno dell’espressione creativa non serve a nulla.

Tuttavia la paura spesso salta fuori quando si cerca di essere più innovativi e inventivi. La creatività può coesistere con la paura, l’importante è non lasciare che guidi le nostre decisioni. Possiamo vivere tranquilli anche se la paura è da qualche parte con noi.

“La vita è breve, preziosa, incredibile e miracolosa; non possiamo perdere tempo con la paura se vogliamo fare e creare cose interessanti mentre siamo ancora su questa terra”

Fiducia nell’incantesimo dell’ispirazione

Portare alla luce il nostro lato creativo e le nostre capacità richiede fatica e fiducia, concentrazione, coraggio e ore di dedizione. Le idee arrivano ma dobbiamo saperle cogliere e riconoscerle, dobbiamo essere ricettivi all’ispirazione, non possiamo mancare l’attimo.

Quindi dovremmo sempre cercare di guardare oltre le nostre tragedie personali, le ansie, le distrazioni, le insicurezze, le responsabilità. Dovremmo cogliere coincidenze e presagi per riconoscere una buona idea perché i segnali puntano tutti verso essa.

“Se venite colti da curiosità, da una passione, coltivatela. Abbiate fiducia nelle vostre capacità. Seguire la vostra strada vi rende persone interessanti, abbiate la determinazione necessaria per creare il vostro percorso nel mondo come lo desiderate”

Lo stereotipo dell’artista bohémien

Un artista, una persona che esplora la propria creatività, non deve essere per forza tormentato; sforziamoci di non identificarci con questo stereotipo distruttivo ma piuttosto collaboriamo umilmente e gioiosamente con l’ispirazione.

Fatta eccezione per la suggestione bohémien, la creatività è sempre stata vissuta e affrontata in modo da accogliere le idee con curiosità e non con tormento. Ciò significa lavorare duramente ma anche investire in relazioni sane ed evitare di distrarci con catastrofi emotive auto-indotte.

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Vita creativa: lavoro, dedizione e disciplina

Misurate il vostro valore con il metodo della dedizione e non in base a successi o fallimenti. Ringraziate la creatività per avervi dato un’esistenza incantata, interessante e appassionata. La vita da scrittrice, ad esempio, è fatta di lavoro, disciplina e pochi fronzoli; ha più a che fare con lo stare seduta giornate alla scrivania che con la polvere di fata.

La difficoltà non sta solo nel raggiungere la vetta ma nel proseguire; quando un artista ha avuto un grande successo si crea la paura di dover per forza andare verso il basso. Ma bisognerebbe continuare a fare le cose per il piacere e poi condividerle senza alcuna pretesa per godersi questo dono. La creatività è un dono per il creativo ancor prima che per il pubblico.

“Non restate seduti ad aspettare un magico incontro con l’ispirazione. Lavorate, agite sempre con gratitudine per il vostro dono”

La passione non basta, non ce l’avremo ogni giorno della nostra vita. Dobbiamo essere curiosi e stare a vedere dove ci porta la curiosità. Magari non ne ricaveremo nulla ma sapremo di esserci dedicati tutta la vita alla voglia di conoscere. E questo è sufficiente per poter dire di aver vissuto una vita ricca e splendida.

Ma potrebbe anche succedere che dedicandoci a qualcosa che ci incuriosisce ci arrivi l’ispirazione per qualcosa. Le forti emozioni vanno e vengono, la curiosità ci permette di lavorare con regolarità.

Vivere una vita creativa o vivere di creatività?

Non sempre abbiamo la possibilità di mollare tutto per seguire un sogno di vita creativa. Ma è possibile ripiegare quel sogno, farlo entrare e adattarlo alla vita di tutti i giorni. Magari non diventerà mai la nostra attività principale e forse non lo vogliamo neanche ma perché privarsi della creatività solo perché non ci dà (ancora) da mangiare?!

Non dobbiamo pretendere che la creatività ci assicuri un’entrata regolare. Se ci riusciamo bene, altrimenti non trasformiamola in un incubo. Le necessità economiche mettono sotto pressione la sensibilità e le variabili dell’ispirazione, fa parte dell’incertezza della vita creativa. Se non possiamo dedicarci alla nostra creatività senza preoccupazioni economiche, possiamo trovarci un lavoro che ci permetta di mantenervi.

Creare nel tempo rubato che resta non è la condizione migliore ma se non abbiamo alternative va bene anche quello. Le persone non hanno quasi mai abbastanza tempo, risorse o supporto. Eppure continuano a creare perché amano farlo.

 

Non ci serve l’autorizzazione di nessuno per vivere una vita creativa

Dovremmo semplicemente fare cose, non abbiamo bisogno di chiedere permesso o autorizzazione a qualcuno per vivere una vita creativa. Anche se siamo cresciuti con messaggi diversi da questo e in ambienti che non lasciano spazio alla creatività non dovremmo finire a vivere la nostra vita guardando la tv e aspettando che le cose accadano.

“Lasciate che l’ispirazione vi conduca dove vuole. Fate le cose perché vi piace farle”

La nostra vita è temporanea, decoriamola come preferiamo: fisicamente, emotivamente, intellettualmente e spiritualmente. Non dobbiamo avere paura di colori sgargianti, di un suono nuovo, di un grande amore, di decisioni rischiose, di esperienze insolite, di cambiamenti improvvisi e di eventuali fallimenti.

Facciamo di tutto per tirar fuori cose belle dalla nostra esistenza, è questo che ci tiene vivi. Per vivere liberi di creare e di esplorare dobbiamo credere fermamente di averne il diritto. Il diritto di provarci, almeno. Assumiamoci il rischio creativo, altrimenti non ci spingeremo mai oltre il soffocante isolamento in cui ci rinchiude ciò che di dà sicurezza. Andiamo oltre, verso i confini del meraviglioso e dell’inaspettato.

Non dobbiamo pensare che le nostre idee siano comuni, banali o non abbastanza originali. Molte cose sono già state fatte ma non ancora da noi. Possiamo esplorare temi e stili già affrontati, sarà la nostra interpretazione a differenziarci.

Non dobbiamo badare all’originalità ma all’autenticità. Spesso chi vuole essere originale risulta forzato e artificioso, mentre chi vuole essere autentico fa le cose con il cuore, condivide ciò che è portato a condividere.

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Viviamo la vita creativa con leggerezza

Non dobbiamo salvare il mondo con la creatività. Non dobbiamo fare necessariamente cose importanti o almeno non facciamo dell’importanza la motivazione principale che ci spinge a creare. Al massimo dobbiamo essere utili a noi stessi, in questo modo magari saremo di ispirazione per altri, senza farne l’obiettivo principale fin dall’inizio.

Facciamo ciò che ci fa sentire vivi, seguiamo le nostre passioni, fidiamoci di loro. Creiamo a partire da qualunque cosa provochi una rivoluzione nel nostro cuore e il resto verrà da sé. 

Cerchiamo il nostro stile ma non frequentando necessariamente corsi che dovrebbero aiutarci a trovarlo. Per certe cose non esiste formazione; non serve un pezzo di carta in una costosa scuola per avere conferma e prova di essere davvero creativi. Se lavoriamo ogni giorno sulla nostra opera creativa con amore e dedizione allora lo siamo già.

“Essere creativi è un po’ un gioco d’azzardo: investiamo tempo, energie e risorse sperando che un giorno possano ripagarci alla grande. Vivere una vita creativa significa anche sapersi prendere dei rischi ma dobbiamo esserne consapevoli”

Creare è difficile, altrimenti lo farebbero tutti e non sarebbe più tanto interessante o speciale. Ma non lamentiamoci, non interessa a nessuno e poi rischieremmo di spaventare l’ispirazione. Dobbiamo amare la vostra creatività e prendercene cura.

E no, la vita creativa non ha a che fare con questioni di vita o di morte. Può permettersi di essere totalmente inutile. Ed è meglio così: significa che non viviamo incatenati a una routine di mera sopravvivenza ma che abbiamo ancora spazio per i lussi dell’immaginazione, della bellezza, dell’emozione e della frivolezza. La creatività pura è magnifica proprio perché è il contrario di ciò che è essenziale.

Per vivere una vita creativa, perseveriamo e crediamoci!

Dobbiamo tenerci allenati, restare vicini alla nostra creatività, fare ciò che troviamo interessante, non ciò che è facile. Questo ci permetterà di andare avanti e migliorare. Non è mai troppo tardi, a qualunque età possiamo dedicarvi a una passione tanto intensamente da cambiarci la vita.

Quanto all’impegno, se dedichiamo tanto tempo a una passione alla fine diventeremo esperti in quello. La formazione non finisce con un diploma o una laurea ma dura tutta la vita.

Dovremmo trattare la nostra arte come un amante. Alziamoci prima quando nessuno può disturbarci per poterci dedicare ad essa, isoliamoci in pausa pranzo; possiamo mentire su un viaggio e invece ci chiudiamo da qualche parte a creare. Non prendiamola come una privazione di qualcosa; se amiamo la nostra arte abbastanza sarà semplice e naturale, altrimenti sarà sempre una fatica.

La ricerca della perfezione

Non dovremmo ambire alla perfezione nella creatività e non dovremmo rinunciare solo perché non siamo riusciti a creare qualcosa di perfetto. Dobbiamo continuare comunque perché la perfezione è irraggiungibile e ci impedisce di portare a termine un lavoro, spesso anche di iniziarlo. Il perfezionismo impedisce di godere a pieno di una vita creativa.

Abbiamo tutti bisogno di un’attività fuori dall’ordinario, che ci distacchi dai nostri ruoli sociali prestabiliti e limitanti ma non dobbiamo farne necessariamente una professione. La creatività può sollevarci temporaneamente dal peso di essere ciò che siamo.

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Chi sono
Erica Ventura, fondatrice di StyleNotes.it, web writer, editor e blogger Amo il bello e provo a circondarmene in ogni aspetto della mia vita. Credo fermamente nell’utilità delle liste e che il mix vincente in ogni cosa sia composto da semplicità, equilibrio e un piccolo dettaglio a contrasto. La mia casa, il mio guardaroba e quel che metto nel piatto ne sono la conferma.

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